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Naturismo: non si torni a sanzionare pratiche riconosciute come lecite-2017

Naturismo: non si torni a sanzionare pratiche riconosciute come lecite

Presentato un ricorso al giudice di pace di Manduria A fine agosto 2016 un tratto di spiaggia in località Commenda a Campomarino di Maruggio (TA), è stato oggetto di sgombero da parte delle Forze dell’ordine a seguito di sollecitazioni da parte di alcuni bagnanti contrari al naturismo.

Il reato di “atti contrari alla pubblica decenza”, usato in passato contro i naturisti, nel gennaio 2016 è stato trasformato in illecito amministrativo. Ma le ammende sono aumentate di 20 volte. Infatti le pene pecuniarie, che prima andavano da 258 a 2582 euro, sono salite da 5mila a 10mila euro.

E’ dall’anno 2000 che la sentenza della Corte di Cassazione n.3557 afferma come il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti.
Così il testo:
“E’ evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale (…) di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata”. Così quanti sono stati sanzionati a Campomarino di Maruggio, sostenuti dall’Ass.Na.It (Associazione Natutisti Italiani), che ha fornito loro assistenza legale, hanno presentato ricorso presso il Giudice di Pace di Manduria.
L’udienza per la discussione del merito e della sospensiva è fissata per il 17 di febbraio.
Proprio per evitare che la depenalizzazione si trasformi in un boomerang a marzo 2016 ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro di Giustizia Andrea Orlando, per sapere come il Ministro intendesse agire per chiarire le modalità di applicazione delle sanzioni economiche, in maniera da non colpire indebitamente i praticanti il Naturismo. Il Ministro di Giustizia Orlando ha risposto alla mia interrogazione parlamentare.
E ha sostanzialmente riconosciuto le ragioni dei naturisti. Evidenziato come “l’adeguatezza in concreto delle sanzioni determinata potrà essere riconsiderata”. In questa prospettiva ha ricordato “la possibilità di emanare (…) uno o più decreti correttivi ed integrativi”. Lasciando quindi aperta la strada legislativa per eventuali correttivi.

Senza voler in alcun modo ledere la libertà di giudizio e l’indipendenza del Potere Giudiziario, osservo tuttavia che sarebbe una grave beffa che la depenalizzazione di una fattispecie lecita e praticata in tutta Europa, si trasformasse in un pesante salasso per chi in realtà ha agito senza indecenza in una spiaggia pacificamente riservata ai nudisti e da questi solitamente frequentata.
Non può essere che una pratica lecita venga ostacolata e danneggiata inutilmente e indebitamente.

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