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del Naturismo italiano

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Naturismo: luogo di incontro di varie culture-1999

Naturismo: luogo di incontro di varie culture

Vorrei anch'io intervenire nel dibattito in corso che ha suscitato tante polemiche e che affronta il tema, molto delicato, delle relazioni che intercorrono tra naturismo e certi comportamenti sessuali. Secondo me il naturismo va visto come un luogo in cui si incontrano persone con storie e culture molto differenti.
Chi aderisce a un'associazione naturista accetta quei princìpi contenuti nello statuto, che diventano da quel momento il denominatore comune di milioni di altre persone nel mondo le quali, su quegli argomenti, la pensano allo stesso modo. Questa è la grande forza e ricchezza del naturismo. Persone appartenenti ad areè geografiche molto lontane (dai Paesi in via di sviluppo alla ricca America del nord o all'antica e colta Europa), con stili di vita diversi e appartenenti a rcligieni diverse, si mettono insieme per lanciare al mondo il messaggio naturista: la nudità come modo per ritrovare l' ancestrale libertà, il benessere e la comunione con la natura ma anche come simbolo.
Infatti ci si spoglia anche da quei condizionamenti sempre più forti e complessi a cui ci ha abituato la società moderna (consumismo, degrado ambientale ecc.) che ci allontanano sempre più da noi stessi. Non esiste e non può esistere una morale naturista che riesca ad abbracciare tutti gli aspetti della vita di persone così diverse; esiste invece più semplicemente una morale naturista che detta regole e comportamenti per ciò che ci accomuna.
Per tutto il resto dobbiamo rendere conto soltanto alla nostra coscienza o alle leggi dello stato. Se prendiamo ad esempio il concetto di famiglia, che è un elemento caratterizzante quasi tutti gli statuti delle associazioni naturiste, vediamo che émolto variabile in funzione della nazione e all'interno della stessa nazione varia secondo l'estrazione culturale, religiosa o politica degli aderenti. vorrei ricordare che anche se la concezione cattolica di famiglia è forse la più diffusa, non ècerto l'unica ad avere diritto di cittadinanza nel mondo naturista.
Non è possibile quindi appellarsi a una generica morale naturista basata sulla famiglia, per approvare o disapprovare le varie scelte sessuali, esse sono e restano solamente legate alla sfera personale, allo sviluppo dell'individuo e sono tutte degne di rispetto finché non nuociono o vengono imposte ad altre persone.
Mi sembra più che legittimo il desiderio di quelli che non vogliono vedere nei centri naturisti (o far vedere ai loro figli) spettacoli -poco edificanti- di carattere sessuale, offerti da persone non avvezze al rispetto reciproco in virtù di un fraintendimento di fondo che identifica la nudità con la libertà sessuale. D'altro canto, non è neanche più il tempo della caccia alle streghe o delle crociate né, tanto meno, di imbastire campagne moralistiche e bigotte contro chi, molto spesso, ha l'unico difetto di avere desideri sessuali diversi dai nostri.
Se ci sta a cuore l'espansione del movimento naturista nel nostro Paese, dobbiamo fare delle diversità culturali, religiose o ideologiche la nostra forza affinché il messaggio naturista possa venire lanciato in tutte le direzioni con il contributo di tutti. Non dobbiamo far diventare il naturismo - da luogo di incontro quale è - un luogo di scontro, in cui ognuno di noi (usando la propria ideologia come scudo) dichiari guerra a tutti coloro che non la pensano allo stesso modo.

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