Più nudi più liberi - Katrin Bennhold - The New York Times - 2020

Più nudi più liberi - Katrin Bennhold - The New York Times-2020
La prima volta che Michael Adamski, un agente di polizia di Berlino, vide la suocera nuda si sentì in imbarazzo. Ma vedere il suo capo senza vestiti fu peggio.
Adamski aveva cominciato a frequentare il campo naturista sulle rive di un lago fuori città dopo aver conosciuto la futura moglie e la sua famiglia. Il fine settimana, quando si era appena abituato a spogliarsi davanti ai nuovi parenti acquisiti, incontrò il colonnello più importante del suo distretto, che subito dopo lo sfidò una partita di ping-pong. Da allora si danno del tu.
“Dopo aver giocato a ping-pong con un uomo nudo, non riesci più a chiamarlo ‘colonnello’”, dice. “La nudità è una grande livellatrice”. I tedeschi amano spogliarsi il pubblico. Lo fanno da più di cent'anni, quando i primi naturisti si ribellarono allo squallore dell'industrializzazione ai massacri della prima guerra mondiale. La Freikörperkultur (la cultura del corpo libero), che consiste sostanzialmente nel lasciare che il corpo venga avvolto dall'acqua e dal sole, meglio ancora se si fa del movimento, diventò il grido di battaglia e di uno stile di vita sano e armonioso e l'antidoto a una modernità distruttiva. Il campo frequentato da Adamski, fondato nel 1921, fu il primo circolo naturista autorizzato in Germania sulla sponda di un lago.
Quasi cent'anni dopo, interi tratti di bagnasciuga tedesco sono riservati ai naturisti. C'è un percorso escursionistico tutto per loro, ci sono eventi sportivi, le saune tedesche sono miste e ci si va nudi, e la gente si spoglia anche in tv. Le onde addosso Per un nuovo arrivato come mio marito, britannico, tutta questa nudità può essere sconcertante. L'altro giorno, quando l'ho portato in una sauna a sud di Berlino, non sapeva dove guardare. E proprio quando pensavamo di aver visto tutto, è scoccata l'ora della zumba nella piscina principale. Nudi. Ho capito di dover scrivere qualcosa sul naturismo in Germania andando al lavoro, quando sono passata accanto a un prato pieno di persone senza vestiti che prendevano il sole.
E’ successo a Tiergarten, un parco che si estende al fianco dell’ufficio della cancelliera Angela Merkel. I tedeschi amano raccontare che la notte in cui cadde il muro, Merkel preferì rispettare l'appuntamento della sua sauna settimanale prima di andare nella Berlino Ovest per un assaggio di libertà. Forse perché in Germania spogliarsi ha a che fare con la lotta alla repressione. “E’ una questione di libertà” spiega John C. Kornblum, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Germania, che una volta è stato insultato da un tedesco nudo perché non si era tolto il costume in un idromassaggio. "I tedeschi hanno paura della libertà e allo stesso tempo la desiderano intensamente", continua. "Ma la gerarchia e le regole sono così radicate che un comportamento discordante è impensabile.
Quando vanno in spiaggia nudi si sentono un po' ribelli”. "La maggioranza dei tedeschi considera perfettamente normale fare la sauna nudi, vedere seni scoperti in spiaggia e bimbi senza costume nella piscina dei più piccoli", dice Maren Möhring, storica della cultura ed esperta di naturismo all’università di Lipsia. Ci sono naturisti in tutto il mondo, ma nessun altro paese ha sviluppato un movimento di massa: “E' un'eccezione tedesca", afferma. Il primo congresso di naturisti a New York fu organizzato da un immigrato tedesco, racconta. I nudisti tedeschi hanno anche cercato di colonizzare sacche del Sudamerica. Non sono solo mio marito e tantissimi americani ad avere problemi con la nudità.
Qualche anno fa, la località balneare di Ahlbeck, sul Mar Baltico, ha accettato di spostare duecento metri più a ovest la spiaggia naturista, allontanandola dalla frontiera con la Polonia, "per smettere di irritare i turisti polacchi”, spiega Karina Schulz dell’autorità turistica locale. Una spiegazione dell'atteggiamento rilassato dei tedeschi nei confronti della nudità, dice Möhring, è che sin dall'inizio il naturismo è stato presentato come qualcosa di totalmente asessuale. “Il naturismo è il culto del naturale”, spiega.
Bombardati come siamo dalle immagini di corpi femminili photoshoppati, è stata una vera rivelazione passare del tempo con gente nuda nel mondo reale. Come ha concluso mio marito nella sauna: “Non esiste un corpo perfetto”. Sulla costa baltica chiedo a Tina Müller, 39 anni e due figli, perché sente la necessità di spogliarsi. Mi risponde con un'altra domanda: “Perché sente la necessità di portare un costume bagnato e appiccicoso?”. "Quando si nuota nudi, ti formicola la pelle", mi spiega in tono paziente, “Senti addosso ogni movimento delle onde, ogni soffio di vento. Senti il tuo corpo. Ti senti viva, ti senti libera”.

Effetti positivi

Sulla stessa spiaggia incontro Gert Ramthun, un ottantenne veterano del naturismo. Cominciò a frequentare Prerow, la spiaggia nudista più famosa della Germania, negli anni cinquanta. A quei tempi le feste - dove si indossavano solo collane di conchiglie - erano leggendarie.
Furono proprio quelle feste a spingere il regime comunista a vietare il naturismo per due anni, prima di arrendersi e arrivare perfino incoraggiarlo per dimostrare che sotto il comunismo la vita era più libera che nell’occidente bigotto e capitalista. "Era una libertà surrogata, ma pur sempre per preziosa", dice Ramthun.
E' dimostrato che la nudità di gruppo ha effetti positivi sulla percezione e il benessere del corpo. "Il naturismo ci rende più felici", afferma Keon West, professore di psicologia all'Università di Londra, che nel 2017 ha condotto uno studio su 850 britannici.
Al di fuori di apposite aree dove si può scegliere se stare vestiti o no, la nudità pubblica in Germania è considerata un reato minore. Ma di fatto vicino alle spiagge è legalizzata e in natura è tollerata, purché nessuno si lamenti, cosa che succede di rado. Alcuni temono che la tradizione naturista in Germania stia a poco a poco scomparendo. "Molti giovani non vogliono spogliarsi perché hanno paura di finire fotografati su internet il giorno dopo”, dice Möhring.
Con la fine del comunismo i naturisti sono diminuiti, ma secondo Christian Utecht, presidente della sezione di Berlino e Brandeburgo dell'associazione tedesca per il naturismo (DFK), oggi sono di nuovo in crescita. "Quando ti relazioni con persone nude, lo status symbol e roba del genere non contano più", dice Adamski, l'agente di polizia.
È talmente vero che l'altro giorno, quando ha incontrato un amico naturista in centro, non lo ha riconosciuto perché "era vestito". mondo naturista

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